RTiD I 2005

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2005 (III. Diritto di famiglia)



  • 44c Art. 138 CC
  • 64c Art. 315a, 308 CC

    3. Il giudice chiamato a decidere sulle relazioni personali dei genitori con i figli secondo le disposizioni sul divorzio prende anche le misure necessarie per proteggere il figlio e ne affida l’esecuzione alle autorità di tutela (art. 315a cpv. 1 CC). Il giudice del divorzio può anche adeguare alle nuove circostanze le misure di protezione del figlio che sono già state prese (art. 315a cpv. 2 CC).

  • 63c Art. 308 cpv. 2 CC
  • 62c Art. 307 segg. CC

    5. Nella fattispecie la Commissione tutoria regionale non ha preso alcuna misura a protezione del figlio nel senso degli art. 307 segg. CC. Si è limitata a ordinare l’esecuzione di una visita proctologica al minorenne per sapere se provvedimenti del genere si impongano. Ora, la legge sull’organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele non precisa se la decisione con cui l’autorità tutoria decide di esperire un mezzo istruttorio sia impugnabile. Gli art. 42 segg.

  • 61c Art. 278 cpv. 2, 176 cpv. 1 n. 1 CC

    4. L’appellante sostiene anzitutto che alla moglie va imputato un reddito ipotetico uguale all’ultimo stipendio conseguito, ossia fr. 3150.- netti mensili, assegni familiari compresi. A tale entrata devono poi essere cumulati gli assegni integrativi per le figlie, che al momento del suo interrogatorio formale l’istante non risultava ancora percepire, ma il cui incasso andava ragionevolmente presunto. Ora, da quest’ultima argomentazione va subito sgombrato il campo.

  • 60c Art. 274 cpv. 3, 274a cpv. 1 CC
  • 59c Art. 273 segg. CC

    2. […] Quanto alla situazione personale del padre, per ordinare una perizia occorrono ragioni concrete e pertinenti. Nel caso in esame l’appellante accenna alla circostanza che l’interessato è in cura da parecchi anni, che ha rapporti problematici con il fratello, che è reduce da un’esperienza coniugale negativa e che il di lui padre è affetto da crisi maniaco-depressive.

  • 58c Art. 273 CC
  • 57c Art. 205 cpv. 3, 137 cpv. 2 CC
  • 56c Art. 197 cpv. 2, 125 CC; 77 LCA

    2. Lo scioglimento del regime dei beni va trattato prima delle controversie sui contributi di mantenimento (alla stessa stregua delle questioni legate al riparto delle prestazioni d’uscita in materia di cassa pensione: SJ 124/2002 I pag. 539 consid. 3 = FamPra.ch 2002 pag. 563 consid. 3). Ora, quando vige tra i coniugi – come in concreto – la separazione dei beni (doc.

  • 55c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

    12. Quanto alla limitazione del contributo alimentare nel tempo, giovi rammentare che l’obbligo di mutua assistenza previsto dall’art. 163 CC continua per tutta la durata del matrimonio, fino allo scioglimento del vincolo, e non cessa né durante la sospensione della comunione domestica né durante una procedura di divorzio (DTF 123 III 3 consid. 3°, 114 II 30 consid. 6; HÄSENBÖHLER in: Basler Kommentar, ZGB I, 2a edizione, n. 2 ad art. 163; WERRO, Concubinage, mariage et démariage, Berna 2000, n. 936 pag. 200, n. 964 pag.

  • 54c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

    3. Prima che siano adottate disposizioni al loro riguardo, i figli minorenni sono sentiti personalmente e appropriatamente dal giudice o da un terzo incaricato, a meno che la loro età o motivi gravi vi si oppongano (art. 144 cpv. 2 CC). Il principio vale anche in sede provvisionale (DTF 126 III 497) e – per analogia – nell’ambito di misure protettrici dell’unione coniugale (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2002.150 del 14 maggio 2004, consid. 4). Al momento in cui ha statuito il Pretore, in concreto, X. aveva nove anni e quattro mesi.

  • 53c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

    3. […] b) Durante una causa di stato il contributo in favore di un coniuge si determina, ciò premesso, secondo le norme sul mantenimento della famiglia previste dal diritto matrimoniale e non secondo quelle contenute nel diritto del divorzio (FF 1996 pag. 150 con riferimenti; LEUENBERGER, in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 14 e 29 ad art. 137 CC; WERRO, Concubinage, mariage et démariage, Berna 2000, n. 842 pag. 184; MICHLI/ NORDMANN/JACCOTTET TISSOT/CRETTAZ/THONNEY/RIVA, Le nouveau droit du divorce, Losanna 1999, pag.

  • 52c Art. 176 cpv. 1 n. 1, 173 cpv. 3 CC

    3. L’art. 176 cpv. 1 n. 1 CC prevede che, ove sia giustificata la sospensione della comunione domestica, a istanza di uno dei coniugi il giudice stabilisce i contributi pecuniari dell’uno in favore dell’altro. Tali contributi possono essere chiesti “per il futuro e per l’anno precedente l’istanza” (art. 173 cpv. 3 CC; HAUSHEER/REUSSER/GEISER, in: Berner Kommentar, edizione 1999, n. 28 ad art. 176 CC). Prima di fissare contributi retroattivi, in ogni modo, il giudice verifica che il coniuge debitore non abbia già adempiuto l’obbligo.

  • 51c Art. 176 cpv. 1 n. 1, 118 cpv. 2 CC
  • 50c Art. 176 CC

    6. […] Comunque sia, non risulta – né il convenuto pretende – che la compensazione delle ore straordinarie con giorni di libero sia stata imposta dal datore di lavoro e non sia dovuta a libera scelta. Si ricordi che nel caso in cui un lavoro straordinario sia prestato in modo regolare, costituisca cioè una fonte di reddito abituale su cui la famiglia può fare affidamento, un coniuge non può disimpegnarsi unilateralmente e abbandonare tale attività senza motivi seri e pertinenti (v. SCHWENZER, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n.

  • 49c Art. 176 CC
  • 48c Art. 173 cpv. 1 CC

    13. […] Il Pretore ha posto gli oneri ipotecari dell’abitazione coniugale occupata dalla moglie con la figlia a carico del marito. Se non che, il costo dell’alloggio va considerato nel fabbisogno minimo del diretto interessato (I CCA, sentenza del 16 agosto 2002 in re S., consid. 9; analogamente, per le spese di cassa malati: I CCA, sentenza del 27 luglio 2000 in re S., consid. 6b con rimandi; per gli oneri d’imposta I CCA, sentenza del 21 ottobre 2003 in re B., consid. 6f). L’onere ipotecario di fr.

  • 47c Art. 172 CC

    4. […] a) Trattandosi di lavoratori dipendenti, decisivo è – di regola – lo stipendio netto conseguito al momento del giudizio (I CCA, sentenza inc. 11.2002. 14 dell’8 marzo 2002, menzionata in: BOA n. 24 pag. 11; HAUSHEER/SPYCHER, Handbuch des Unterhaltsrechts, Berna 1997, n. 01.31 e 01.49; BRÄM/HASENBÖHLER in: Zürcher Kommentar, 3ª edizione, n. 70 ad art. 163 CC), a meno che faccia stato, in luogo del reddito effettivo, quello potenzialmente conseguibile facendo uso di buona volontà (DTF 123 III 5 nel mezzo, 121 III 299).

  • 46c Art. 163 cpv. 1, 285 cpv. 1 CC

    3. […] b) Nel caso in esame l’appellante non contesta che, nonostante il contributo da lui proposto (fr. 500.- mensili), il fabbisogno in denaro del figlio rimanga largamente scoperto. Anzi, egli non mette in discussione neppure che il fabbisogno del figlio rimanga parzialmente scoperto – come si evince dalla sentenza impugnata – pur con il contributo di fr. 1000.- mensili stabilito dal primo giudice.

  • 45c Art. 159, 163 CC; 155 segg. vCPC

    1. L’obbligo di corrispondere una provvigione ad litem in favore del coniuge che non ha i mezzi per sostenere le spese legali di una separazione o di un divorzio discende per alcuni autori dall’art. 163 cpv. 1 CC (doveri di mantenimento), per altri dall’art. 159 cpv. 3 CC (doveri di mutua assistenza). Comunque si opini al proposito (v. HAUSHEER/REUSSER/GEISER in: Berner Kommentar, edizione 1999, n. 38 ad art. 159 e n. 15 ad art. 163 CC), tale obbligo costituisce una misura provvisionale a norma dell’art. 137 cpv.

  • 43c Art. 137 cpv. 2 CC
  • 42c Art. 137 cpv. 2 CC; 285 cpv. 2 CPC

    5. Secondo l’art. 126 cpv. 1 CC il giudice stabilisce il contributo di mantenimento sotto forma di rendita e fissa l’inizio dell’obbligo di versamento. Se la sentenza di divorzio non prevede quando decorra contributo, l’obbligo di versamento comincia con il passaggio in giudicato della sentenza di divorzio (GLOOR/SPYCHER in: Basler Kommentar, ZGB I, 2a edizione, n. 4 ad art. 126 CC con rinvio; SCHWENZER in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 10 ad art. 126 CC con rimando). In concreto ciò non è ancora avvenuto.

  • 41c Art. 137 cpv. 2 CC, 153 vCC

    2. Introdotta l’azione di modifica, le misure provvisionali sono regolate per analogia – alla procedura si applica la legge nuova – dall’art. 137 cpv. 2 CC (SPÜHLER, Neues Scheidungsverfahren, Zurigo 1999, pag. 86 in basso), norma che riprende l’art. 145 cpv. 2 vCC (SUTTER/FREIBURGHAUS, KOMMENTAR zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 1 ad art. 137 CC). In tale ambito il giudice può, se sono date necessità e urgenza, ridurre o sopprimere il contributo già in via cautelare (LEUENBERGER in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n.

  • 40c Art. 137 cpv. 2 CC

    4. Il convenuto sostiene poi che dalla tassazione 2001/02 della moglie risulta un reddito di fr. 9400.- annui, al quale occorre aggiungere il valore locativo dell’abitazione coniugale di fr. 25 700.-, onde entrate nette per almeno fr. 2925.- mensili. Già nella sentenza del 14 novembre 2001 questa Camera ha avuto modo di precisare, nondimeno, che il valore locativo è un dato puramente fiscale, dal quale il proprietario non trae alcun vantaggio effettivo (I CCA, sentenza inc. 11.2000.28 del 18 luglio 2001, consid. 3b).

  • 39c Art. 137 cpv. 2 CC

    12. L’appellante chiede che la riduzione decorra dal 1° gennaio 1999 con l’argomento che, in virtù del nuovo diritto del divorzio, i contributi di mantenimento possono essere pretesi anche per l’anno che precede la presentazione dell’istanza. Se non che, la limitazione temporale prevista all’art. 137 cpv. 2 seconda frase CC riguarda l’ipotesi in cui il contributo di mantenimento sia fissato per la prima volta, non i casi in cui ne sia chiesta la modifica (v. per l’art. 173 cpv. 3 CC: HASENBÖHLER in: Basler Kommentar, ZGB I, 2ª edizione, n. 9 ad art. 179).

  • 38c Art. 127 CC
  • 37c Art. 125 cpv. 2 CC

    3. […] Il contributo dell’art. 125 CC è per principio limitato nel tempo, salvo che il beneficiario non possa recuperare la propria indipendenza economica (HAUSHEER/SPYCHER, Unterhalt nach neuem Scheidungsrecht, Ergänzungsband, Berna 2001, pag. 100 n. 05.163). Il sistema dello splitting introdotto con la decima revisione dell’AVS, in vigore dal 1° gennaio 1997, e la divisione dell’avere di vecchiaia prevista dagli art. 122 segg. CC hanno notevolmente migliorato tale capacità.

  • 36c Art. 125, 207, 209 cpv. 3 CC

    3. L’appellante si duole anzitutto che il Pretore non abbia tenuto conto degli investimenti per la riattazione e l’ampliamento della particella n. xx7 negli anni 1981/82. Adduce che, contrariamente a quanto reputa il primo giudice, gli investimenti eseguiti prima della donazione del fondo al coniuge non sono stati finanziati interamente dal di lui padre, mentre la circostanza che a quel momento il fondo non gli fosse formalmente intestato è irrilevante, l’art. 209 cpv. 3 CC dovendo essere applicato per analogia.

  • 35c Art. 124 CC

    5. Nella fattispecie risulta che, il giorno in cui è stato posto in pensionamento anticipato, il marito aveva una prestazione di libero passaggio di fr. 178 478.20. A suo favore si è liberato inoltre, quel 30 settembre 1998, un “conto PLP non utilizzata” con un avere di fr. 165 606.65. Quest’ultimo costituiva il saldo della prestazione di libero passaggio apportata dal convenuto al momento in cui è stato affiliato alla Cassa pensioni delle centrali svizzere di elettricità, dopo l’acquisto degli anni di assicurazione (art. 15 cpv. 4 dello statuto).

  • 34c Art. 118 cpv. 2, 176 cpv. 1 CC

    6. […] e) Nel fabbisogno minimo rientra anche il costo delle cure mediche e dentarie non coperte da un’assicurazione (FREIVOGEL in: Schwenzer, op. cit., allegato UB, n. 54, pag. 767) a condizione che ne sia dimostrata la necessità e l’entità (DTF 112 II 404 consid. 6), oltre al carattere duraturo (sentenza del Tribunale federale 5C.282/2002 del 27 marzo 2003, consid. 4.2, pubblicata in: JdT 151/2003 pag. 193; v. anche DTF 129 III 242). […]

  • 31c Art. 26 cpv. 1 LTeC

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