RTiD I 2007

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2007 (III. Diritto di famiglia)



  • 23c Art. 273 cpv. 1 CC

    5. d) Preoccupa piuttosto, in realtà, che il convenuto non appaia sufficientemente in grado di estraniare il figlio dal suo odio per la moglie. E coinvolgere il figlio nel conflitto tra i genitori potrebbe anche condurre a una limitazione del diritto di visita (sentenza del Tribunale federale 5C.176/2001 in FamPra.ch 2002 pag. 403; HEGNAUER in: Berner Kommentar, 4a edizione, nota 12 ad art. 274 CC con rinvii).

  • 22c Art. 260a cpv. 1 n. 1 CC; 13 cpv. 1 lett. l) LOC; 13 cpv. 1 n. 3 LAC

    4. Giusta l’art. 260a cpv. 1 CC il riconoscimento di un rapporto di filiazione può essere contestato davanti al giudice, tra l’altro, dal Comune di origine o di domicilio dell’autore del riconoscimento. L’azione è diretta contro l’autore del riconoscimento e il figlio (art. 206a cpv. 3 CC).

  • 21c Art. 179 cpv. 1 CC

    7. Il Pretore ha fatto decorrere i contributi provvisionali dal 1° agosto 2005, rilevando che “in precedenza il marito era tenuto al versamento di una somma superiore di soli fr. 220.- rispetto ai contributi appena calcolati e che la moglie ha verosimilmente già speso questo maggior importo per il sostentamento dei figli”.

  • 20c Art. 176 cpv. 1 n. 3 CC

    2. L’istante contesta anzitutto il metodo adottato dal Pretore per la definizione dei contributi alimentari, facendo valere che secondo la giurisprudenza di questa Camera – confermata dal Tribunale federale – un alto reddito non basta da sé solo per scostarsi dal riparto a metà dell’eccedenza. Dedotto dal reddito del marito (fr. 42 250.- mensili) il fabbisogno minimo di lui (fr. 9286.- mensili), il proprio (fr. 11 303.90), quello del figlio X. (fr. 3000.-) e quello del figlio Y. (fr. 2500.-), essa calcola perciò un’eccedenza mensile di fr.

  • 19c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

    4. L’appellante si duole anzitutto che il Pretore abbia suddiviso l’eccedenza coniugale a metà. Fa valere che prima della separazione di fatto “la coppia riusciva a risparmiare tutto il surplus”, di modo che “l’importo eccedente il minimo vitale dovrebbe andare tutto a favore del marito”. Non fosse la Camera di tale opinione – egli soggiunge – per gli stessi motivi “il riparto dell’eccedenza deve essere fatto […] almeno nella misura dell’80% a favore del marito e il 20% a favore della moglie”. In entrambe le eventualità il contributo offerto di fr.

  • 18c Art. 137 cpv. 2, 123 CC

    3. Il riparto delle prestazioni d’uscita in materia pensionistica – come la liquidazione del regime dei beni – dev’essere esaminato prima delle controversie legate ai contributi di mantenimento (DTF 129 III 9 consid. 3.1.2 pag. 9; v. anche RtiD II-2004, pag. 557 consid. 4).

  • 17c Art. 132, 177, 291 CC

    1. L’istante ha motivato la competenza per territorio del giudice adito invocando l’art. 10 LDIP, stando al quale un tribunale svizzero può prendere provvedimenti cautelari anche se non è competente nel merito. In realtà l’avviso ai debitori degli art. 132, 177 e 291 CC non è un provvedimento cautelare, bensì una misura di esecuzione privilegiata sui generis (DTF 130 III 492 consid. 1.3 con rimandi, 110 II 13 consid. 1d e 1e), cui si applicano per analogia i principi relativi al pignoramento dei redditi (DTF 110 II 15 consid.

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