RTiD I 2010

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2010 (III. Diritto di famiglia)



  • 69c Art. 1 Conv. Aia prot. min.; 133 cpv. 1, 315a cpv. 1 CC; 62 segg. LDIP

    5. Quanto alla competenza per materia dell’autorità svizzera (la figlia si trova nel Ticino), il marito afferma che tale prerogativa competeva al giudice, non alla Commissione tutoria regionale. L’Autorità di vigilanza sulle tutele ha sorvolato sull’argomento, ma in proposito il marito ha ragione. Il 22 giugno 2004 la moglie si è rivolta alla Commissione tutoria regionale per ottenere misure a protezione della figlia (art. 307 segg. CC). A quel momento però già pendeva da mesi l’azione di separazione promossa dal marito davanti al tribunale spagnolo.

  • 68c Art. 1 Conv. Aia prot. min.; 133 cpv. 1, 137 cpv. 2 CC; 62 seg. LDIP

    3. […] a) Nel caso in esame i coniugi sono cittadini italiani, come i figli, con cui la moglie risiede in Valtellina da oltre un decennio. Ora, in virtù dell’art. 59 lett. b LDIP i tribunali svizzeri del domicilio dell’attore sono competenti per le azioni di divorzio o separazione se l’attore dimora in Svizzera da almeno un anno. E giusta l’art. 63 cpv. 1 LDIP i tribunali svizzeri competenti per le azioni di divorzio o separazione sono competenti anche a regolare gli effetti accessori (soluzione conforme per altro – in materia di contributi alimentari – all’art. 5 n.

  • 56c Art. 93 LEF; 277, 328 cpv. 1 CC

    B. Il 13 marzo 2009, l’UE ha emesso un ulteriore attestato di carenza di beni per fr. 3479,60, dopo aver accertato l’impignorabilità del reddito dell’escussa, che convive con due figlie maggiorenni (la maggiore, N., è parrucchiera in proprio e la minore, S., del 1990, è studente presso la Scuola di C.) in un duplex di 3½ locali, in base al seguente calcolo:

  • 54c Art. 80 seg. LEF; 179 cpv. 2 CC

    2. Nel Cantone Ticino le decisioni emesse nell’ambito di un’istanza volta all’adozione di misure a protezione coniugale – che di per sé possono costituire validi titoli di rigetto definitivo (STAEHELIN, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 10 ad art. 80) – sono trattate con la procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 361 segg. CPC, cui rinvia l’art. 4 n. 5 e art. 5 LAC). L’art. 310 cpv. 4 lett. b CPC ne sancisce la provvisoria esecutività, a meno che ad un eventuale appello sia conferito effetto sospensivo (art. 370 cpv. 2 CPC).

  • 52c Art. 80 LEF

      LEF 1889 RS 281.1Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, dell’11 aprile 1889

  • 23c Art. 286 cpv. 3 CC

    2. Il Pretore ha deciso nella sentenza impugnata che «eventuali spese straordinarie [per la figlia] sono poste a carico dei genitori in ragione di metà ciascuno» (dispositivo n. 5.2). L’appellante chiede di annullare tale clausola, definita priva di senso e d’interesse pratico. A ragione. Secondo l’art. 286 cpv. 3 CC il giudice può obbligare i genitori a versare un contributo speciale «allorché lo richiedano bisogni straordinari e imprevisti del figlio».

  • 22c Art. 285 cpv. 2 CC

    2. Secondo l’art. 285 cpv. 2 CC, salvo diversa disposizione del giudice, gli assegni per i figli, le rendite d’assicurazione sociale e analoghe prestazioni per il mantenimento del figlio spettanti alla persona tenuta al mantenimento sono pagati in aggiunta al contributo alimentare. Sta di fatto che i contributi alimentari fissati sulla scorta delle raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo, cui questa Camera si ispira per prassi invalsa (Rep. 1998 pag. 175, 1994 pag. 298 consid.

  • 21c Art. 176 cpv. 1 n. 1, 179 cpv. 1 CC

    4. Il marito sostiene che, comunque sia, il Pretore non avrebbe dovuto determinare il contributo alimentare per la moglie applicando il metodo di calcolo abituale ai fini dell’art. 176 cpv. 1 n. 1 CC, bensì anticipando i criteri dell’art. 125 CC. A torto. L’art. 125 CC si applica solo dopo il divorzio e non prima. Lo stanziamento di contributi alimentari fra coniugi in costanza di matrimonio – e ancora in via provvisionale, durante una causa di divorzio (art. 137 cpv. 2 seconda frase CC) – è disciplinato dalle disposizioni a tutela dell’unione coniugale. L’art. 163 cpv.

  • 20c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

    5. a) La fine della vita in comune non preclude a un coniuge il diritto di mantenere, per quanto le condizioni economiche della famiglia lo permettano, il tenore di vita precedente (DTF 114 II 26). Il coniuge che durante la vita in comune adoperava un’automobile ha diritto così di vedersi inserire nel fabbisogno minimo – in linea di principio – i costi d’uso, sempre che il bilancio familiare consenta di finanziarli.

  • 19c Art. v153 cpv. 2 CC

    1. La modifica di una sentenza di divorzio è retta dalle norme anteriori alla riforma legislativa del 26 giugno 1998, fatte salve le disposizioni relative ai figli e alla procedura (art. 7a cpv. 3 tit. fin. CC). Alla disciplina di un contributo alimentare fondato sull’art. art. 151 cpv. 1 o 152 vCC in favore dell’ex coniuge continua ad applicarsi così l’art. 153 cpv. 2 vCC (LEUENBERGER in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 8 ad art. 7a-7b tit. fin. CC; GEISER in: Vom alten zum neuen Scheidungsrecht, Berna 1999, pag. 251 n. 6.06).

  • 18c Art. 124 cpv. 1, 137 cpv. 2, 178 cpv. 2 CC

    5. Il Pretore ha ancorato il decreto cautelare agli art. 124, 137 e 178 CC. L’appellante sostiene per contro che il provvedimento è stato ordinato in applicazione dell’art. 178 CC, cui rinvia l’art. 137 cpv. 2 CC. Ancora in appello la moglie invoca da parte sua l’art. 124 cpv. 2 CC, che consente al giudice di obbligare il debitore a garantire l’indennità dovuta in applicazione dell’art. 124 cpv. 1 CC se le circostanze ciò giustificano. Ora, l’art. 124 cpv. 2 CC riguarda il merito, ovvero la sentenza di divorzio, non le misure provvisionali, che sono disciplinate dall’art. 137 cpv. 2 CC.

  • 10c Art. 511 CPC; 29 LDIP; 2, 4, 5, 7 Conv. Aia obb. alim.

    1. La Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare esecutive, secondo le norme della legge federale sul diritto internazionale privato, le sentenze civili emanate all’estero (art. 511 cpv. 1 CPC combinato con l’art. 29 LDIP). La procedura è quella sommaria contenziosa di camera di consiglio (art. 511 cpv. 2 CPC), riservate le disposizioni relative alla Convenzione di Lugano del 16 settembre 1988 (art. 511 cpv. 3 CPC).

  • 9c Art. 422 cpv. 1 CPC

    a) La questione legata al contributo di mantenimento che un coniuge deve all’altro dopo il divorzio non è disciplinata dal principio inquisitorio, né per diritto federale (cfr. SUTTER/FREIBURGHAUS, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 121 ad art. 125 CC; GLOOR/SPYCHER in: Basler Kommentar, ZGB I, 3a edizione, n. 43 ad art. 125), né secondo la procedura ticinese (che nulla contempla al riguardo). Incombe dunque al richiedente formulare la pretesa (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2005.114 del 24 gennaio 2006, consid. 4a).

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