RTiD I 2011

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2011 (III. Diritto di famiglia)



  • 9t Art. 34 cpv. 1 lett. c) LT

    Riassunto dei fatti: Nella dichiarazione fiscale 2008, i coniugi X. chiedevano la deduzione di fr. 13 200.–, ai soli fini dell’imposta cantonale, per figli agli studi. Sulla prima pagina della dichiarazione, indicavano che la figlia Y. frequentava una scuola superiore d’arte in Germania. Nella tassazione IC/IFD 2008, l’Ufficio di tassazione ammetteva la deduzione per figli agli studi nella misura di soli fr. 6300.–, argomentando che la scuola frequentata in Germania non poteva «essere considerata un istituto universitario parificato a quelli svizzeri». Diritto:

  • 1t Art. 15, 23 lett. a) LT; 16, 24 lett. a) LIFD; 7 cpv. 4 lett. c) LAID

    Fatti: A. Dal 1° giugno 2000, X. era impiegato della Y. SA di L. Fino alla fine del 2001, era assoggettato all’imposta alla fonte sui redditi del lavoro.

  • 58 Art. 5, 22 LFLP; 122 CC; 97 segg. CO

    2.3. Competente ratione loci a statuire nel merito della presente causa è lo scrivente TCA quale giudice del luogo del divorzio competente ai sensi dell’art. 73 LPP (art. 25a cpv. 1 LFLP), ritenuto che giusta l’art. 25a cpv. 2 LFLP oltre agli istituti di previdenza possono essere parte nella procedura anche gli istituti di libero passaggio (DTF 130 V 111; SCHNEIDER/BRUCHEZ, La prévoyance professionnelle et le divorce, in Le nouveau droit du divorce, CEDIDAC 41, Losanna 2000, pag. 253; cfr. art. 73 cpv. 1 lett. a LPP in vigore dal 1° gennaio 2005).

  • 27 Art. 50 seg. LStr; 77 OASA

    A. Il cittadino senegalese A. è giunto in Svizzera nel 2005 per sposarsi con B., cittadina svizzera dal 10 novembre 2008, a quel tempo a beneficio di un’autorizzazione di domicilio. A seguito del matrimonio egli ha ottenuto un permesso di dimora rinnovatogli annualmente, un’ultima volta fino al 16 giugno 2009.

  • 14c Art. 286 cpv. 1 e 2 CC

    2. Il Pretore si è interrogato a giusto titolo sulla legittimazione passiva della madre della bambina. Questa Camera si è posta la stessa domanda, a suo tempo, trattandosi di un genitore che chiedeva di modificare una sentenza di divorzio sul contributo alimentare dovuto al figlio. Essa era giunta alla conclusione, seguendo dottrina e giurisprudenza, che convenuto doveva essere il figlio o, tutt’al più, l’ex coniuge come sostituto processuale del figlio (RtiD II-2004 pag. 603 consid. 2 con riferimento a HEGNAUER in: Berner Kommentar, edizione 1997, n. 63 ad art.

  • 13c Art. 176 cpv. 3 CC

    4. L’appellante ribadisce la necessità di una perizia sulle capacità genitoriali, prova rifiutata dal Pretore con ordinanza del 19 maggio 2007. Teoricamente la richiesta è ammissibile (art. 322 lett. b CPC). All’atto pratico essa non è compatibile tuttavia con le esigenze di speditezza che si pongono a una procedura sommaria né con i limitati mezzi di prova che ammette un giudizio di verosimiglianza (Rep. 1991 pag. 431; cfr. per i procedimenti cautelari: RtiD I-2005 pag. 757 n. 40c).

  • 12c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

    4. L’appellante contesta il reddito potenziale imputatole dal Pretore. Sostiene di essersi interamente occupata per 15 anni dei figli e della casa, limitandosi nel 2003 a un’attività sporadica per qualche mese in una casa per anziani. Prima di imporle un guadagno potenziale, a suo avviso, il primo giudice avrebbe dovuto accertare l’impossibilità per il marito di sostentare la famiglia facendo capo al bilancio familiare o, almeno provvisoriamente, alla sostanza accumulata durante la vita in comune.

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