RTiD I 2013

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2013 (III. Diritto di famiglia)



  • 66c Art. 12 cpv. 1, 26 cpv. 2 e 4 Conv. Aia rap. min.

    5.  5.1.  Da quanto precede discende che il ricorso va respinto nella misura in cui è ammissibile.

  • 64c Art. 63 cpv. 1, 85 cpv. 1 LDIP

    5. […] a)  I tribunali svizzeri competenti per le azioni di divorzio sono competenti anche per regolare gli effetti accessori (art. 63 cpv. 1 LDIP). In concreto il giudice svizzero è competente così per statuire anche sul diritto di visita e sul contributo alimentare per il figlio.

  • 34c Art. 56 CPC

    5.1.  Con la sua prima censura (supra consid. 4.1) il ricorrente si lamenta del fatto che i Giudici cantonali abbiano ignorato l’univoca volontà dei coniugi di rinunciare allo scioglimento del loro matrimonio per divorzio.

  • 17c Art. 257d CO; 176 CC

      CO 1911      RS 22 Codice delle obbligazioni, del 30 marzo 1911

  • 9c Art. 291 CC

    4.  Nella fattispecie è pacifico che la convenuta ha trascurato i propri obblighi di mantenimento verso le figlie, accumulando un debito di fr. 24 329.90 verso lo Stato, il quale dal febbraio del 2012 non anticipa più nulla. Che in simili condizioni le spettanze delle figlie siano minacciate non è controverso. Quanto la convenuta invoca è un peggioramento della propria condizione economica rispetto al momento in cui i contributi alimentari sono stati stabiliti. Ora, secondo giurisprudenza una trattenuta di stipendio fondata su un avviso o una diffida ai debitori (art. 132 cpv.

  • 8c Art. 198 n. 2, 209 cpv. 3 CC

    3.  […] d)  Per consolidata giurisprudenza i beni che compongono un’azienda (ancorché individuale) devono essere considerati nel loro insieme, per lo meno ove costituiscano un’unità economica (DTF 131 III 561 consid. 2.2, 125 III 5 consid. 4c, 121 III 155 consid. 3c; v. anche STECK in: Schwenzer, FamKommentar Scheidung, Berna 2005, n. 11 ad art. 211 CC; STEINAUER, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral relative aux art. 206 et 209 CC, in: Successio 2008 pag. 97; BADDELEY, L’entreprise dans le contexte du droit matrimonial, in: FamPra.ch 2009 pag.

  • 7c Art. 176 cpv. 1 n. 1, 285 cpv. 2 CC

    7.  L’appellante sostiene che, considerato il suo ampio diritto di visita, non è giusto porre a suo carico contributi alimentari equivalenti all’intero fabbisogno in denaro dei figli. Allega che in media i ragazzi passano con lui 45 ore settimanali e cinque settimane di vacanza. […] La moglie contesta che il diritto di visita paterno sia particolarmente esteso, soggiungendo che in ogni modo essa non consegue alcun risparmio, mentre il marito non assume oneri supplementari per il solo fatto di cenare con i figli dalla nonna materna. […]

  • 6c Art. 176 cpv. 1 n. 1, 163 CC

    3.  […] a)  Ove sia giustificata la sospensione della comunione domestica, «ad istanza di uno dei coniugi» il giudice delle misure a protezione dell’unione coniugale «stabilisce i contributi pecuniari dovuti da un coniuge all’altro» (art. 176 cpv. 1 n. 1 CC). L’art. 163 cpv. 1 CC non precisa quale metodo si applichi per la fissazione di tali contributi, limitandosi a disporre che «i coniugi provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito mantenimento della famiglia».

  • 5c Art. 172 segg., 169 CC

    4.  Il convenuto sostiene che la protezione dell’abitazione familiare consacrata dall’art. 169 CC non vale qualora i coniugi siano comproprietari dell’abitazione medesima. A suo avviso inoltre l’autorizzazione di sottoscrivere la convenzione «di ipoteca fissa» chiesta dalla moglie non «ha nulla a che vedere con gli atti di cui all’art. 169 CC, non ha come effetto la perdita dell’abitazione coniugale e non crea condizioni insopportabili per l’occupazione dell’abitazione».

  • 4c Art. 129 cpv. 1, 286 cpv. 2 CC

    7.  […] a)  Il metodo di calcolo adottato da questa Camera per ridefinire il contributo alimentare in favore di un figlio minorenne ove il padre si fosse risposato nel frattempo e avesse avuto altri figli è stato pubblicato, da ultimo, in RtiD II-2010 pag. 639. Tale metodo teneva conto anche del fabbisogno minimo della nuova moglie del debitore e assicurava a quest’ultimo il diritto di conservare, dopo la ridefinizione del contributo alimentare per il figlio, l’equivalente del proprio fabbisogno minimo.

  • 16t Art. 127 cpv. 3 Cost.; 9 cpv. 2 lett. g), h), hbis), i) LAID

    Fatti: A.  A., domiciliata a X. in un appartamento di sua proprietà, è imposta congiuntamente al marito, B., con domicilio separato a Friburgo, ove questi lavora per il Cantone. A., affetta da sordità, è stata pensionata anticipatamente a causa di altri problemi di salute (diabete), ragione per cui percepisce prestazioni della previdenza professionale e una rendita AI. La coppia non ha figli.

  • 61 Art. 25a LFLP; 122 CC; 73 cpv. 3 LPP; 29 cpv. 3, 64 cpv. 1 LDIP

    2.1.  In caso di divorzio, l’art. 122 CC dispone che se un coniuge o ambedue i coniugi sono affiliati ad un istituto di previdenza professionale e se non è sopraggiunto alcun caso di previdenza, ogni coniuge ha diritto alla metà della prestazione d’uscita accumulata dall’altro coniuge calcolata per la durata del matrimonio. A norma dell’art. 25a LFLP, in caso di disaccordo fra i coniugi sulla prestazione d’uscita da dividere (artt. 122 e 123 CC), il giudice del luogo del divorzio competente ai sensi dell’art. 73 cpv.

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