RTiD I 2016

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2016 (III. Diritto di famiglia)



  • 57c Art. 93 LEF

    4.  Nella fattispecie, la ricorrente D. contesta anzitutto tutte le spese legate all’uso dell’autoveicolo privato che l’UE ha riconosciuto all’escusso, sostenendo che si tratta di spese ingiustificate poiché il debitore non esercita alcuna attività lucrativa, sicché – a suo parere – può spostarsi con i mezzi pubblici, in particolare per far visita ogni due settimane a sua figlia di secondo letto F.P. (recte T.), nata nel 2009 e avuta dalla già convivente K.P.

  • 55c Art. 93 LEF; 278 cpv. 2 CC

    6.  La ricorrente si duole, infine, del fatto che l’UE abbia ammesso nel minimo d’esi­stenza dell’escusso fr. 166.– per le spese dentistiche di Y., malgrado que­st’ul­timo sia figlio di primo letto di sua moglie. Al riguardo, sostiene che secondo la legge il dovere di un coniuge verso i figli esclusivamente dell’altro coniuge è soltanto sussidiario e indiretto, sicché – a suo avviso – a B. può essere riconosciuto al massimo un supplemento di fr. 83.– mensili per le spese dentistiche di Y.

  • 10c Art. 413 cpv. 1, 392 cifra 2, 400 cpv. 1, 416 cpv. 1 cifra 5 CC; 398 cpv. 3 CO; 402 cpv. 1 CC; 9 cpv. 1 OABCT

    A.  In ragione del delicato stato di salute e dell’incapacità di intendere e di volere di X. (1944), con decisione del 18 settembre 2014 (ris. n. 445/14) l’Autorità regionale di protezione A. (in seguito Autorità di protezione), ha istituito in suo favore una curatela di rappresentanza e di amministrazione dei beni ex art. 394 CC in relazione con l’art. 395 CC. Quale curatrice è stata nominata l’avv. C., con i compiti di:

  • 9c Art. 404 cpv. 1 e 3, 449a, 450a cpv. 2 CC; 19 LPMA; 72 cpv. 2 lett. b) n. 6, 93 cpv. 1 lett. a) LTF

    A.  A.a.  Nel mese di settembre 2012, l’avv. A. aveva assunto il patrocinio dei coniugi C.C. e D.C., allora sotto tutela (trasformata, con l’entrata in vigore del nuovo diritto di protezione degli adulti il 1° gennaio 2013, in curatela di portata generale). Li ha rappresentati nel corso di varie procedure ricorsuali avverso l’operato dell’Autorità regionale di protezione 8, sede di Lugano Est (qui di seguito: Autorità di protezione) ed in altre procedure. Per tali procedure, il beneficio dell’assistenza giudiziaria era stato negato.

  • 8c Art. 315a cpv. 3 cifre 1 e 2 CC

    2.  Nella decisione impugnata, l’Autorità di protezione ha rilevato come non vi fosse accordo fra i genitori in merito all’iscrizione alla Scuola media di commercio di L. Osserva che B.A. contesta la competenza dell’Autorità di protezione, sostenendo che la questione debba essere sottoposta al Pretore presso il quale è pendente la procedura di divorzio. Tuttavia, gli argomenti addotti da B.A. «non convincono questa Autorità» (decisione impugnata, pag. 1), che si è dunque espressa nel merito della richiesta, disponendo l’iscrizione di C.

  • 7c Art. 310 cpv. 1 CC

    A.  Dal matrimonio fra A.A. e B.A. sono nati i figli C. (1993), D. (1996), E. (1999) e F. (2006). B.  Le autorità di protezione hanno iniziato ad occuparsi della situazione dei figli della coppia sin dal 1997, su segnalazione delle autorità penali, che avevano rilevato una situazione famigliare preoccupante e dei sospetti maltrattamenti del padre su C., di tre anni, e D., di nemmeno un anno di vita.

  • 6c Art. 286 cpv. 2, 134 cpv. 1 CC

    4.  4.1.  La modifica o la soppressione del contributo di mantenimento del figlio, fissato in una sentenza di divorzio, è retta dall’art. 286 cpv. 2 CC, applicabile su rinvio dell’art. 134 cpv. 2 CC. Tale modifica presuppone che intervengano fatti nuovi, importanti e duraturi, tali da esigere una regolamentazione diversa del­l’ob­bligo contributivo. La procedura di modifica non ha infatti lo scopo di correggere la sentenza di divorzio, ma di adattarla alle nuove circostanze.

  • 5c Art. 177 CC

    8.  La ditta X. SA censura la sentenza del Pretore per quanto concerne la trattenuta di stipendio. La soglia del valore litigioso è data. La tempestività dell’ap­pello, presentato una volta ancora l’ultimo giorno utile, è pacifica. Il problema è sapere se l’appellante sia legittimata a impugnare una sentenza in un procedimento che le è estraneo. Certo, abilitati a impugnare una decisione non sono solo le parti, ma anche terzi i cui diritti siano toccati direttamente dalla decisione di primo grado (I CCA, sentenza inc. 11.2012.114 del 9 novembre 2012, consid.

  • 4c Art. 134 cpv. 1 CC; 276 cpv. 1, 284 cpv. 1 CPC

     

  • 6t Art. 32 cpv. 2 LT; 212 cpv. 2 LIFD; 294, 316 CC; 24 Lfam

    Riassunto dei fatti:

  • 2t Art. 20 cpv. 1 lett. b), 22 lett. f), 34 cpv. 1 lett. a) e c), 34 cpv. 3 LT; 21 cpv. 1 lett. b), 23 lett. f), 213 cpv. 1 lett. a), 123 cpv. 2 LIFD

    Riassunto dei fatti:

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