RTiD II 2004

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2004 (III. Diritto di famiglia)



  • 44c Art. 397a cpv. 1, 310, 314a, 315 cpv. 1, 405a CC

    Riassunto dei fatti: Con decreto cautelare del 29 aprile 2003 la Commissione tutoria regionale ha privato provvisionalmente A.A. e A.B. della custodia parentale. Dei tre figli, A.C. (1995), A.D. (1996) e A.E. (2001), i primi due sono stati internati al Centro P. di J., mentre il terzo è stato ricoverato alla Casa B. di K. Un ricorso dei genitori contro la tale decisione è stato respinto dalla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele. Adita dai genitori, la I Camera civile ha respinto l’appello e ha confermato la decisione dell’autorità di vigilanza.

  • 43c Art. 310 CC

    Riassunto dei fatti:

  • 42c Art. 286 cpv. 2 e 3, 276, 285 cpv. 1 CC

    Riassunto dei fatti:

  • 41c Art. 280 CC

    Riassunto dei fatti:

  • 40c Art. 273 CC

    Riassunto dei fatti:

  • 39c Art. 179 cpv. 1 CC

    Riassunto dei fatti:

  • 38c Art. 176 CC

    Riassunto dei fatti:

  • 37c Art. 176 CC

    Riassunto dei fatti:

  • 36c Art. 176, 144 cpv. 2, 177 CC

    Riassunto dei fatti:

  • 35c Art. 163 CC; 37 LAS; 110 CO

    Riassunto dei fatti:

  • 34c Art. 144, 273 cpv. 1 CC; 326 lett. a) CPC

    Dati considerandi: 3. L’appellante sostiene che il diritto di visita riconosciuto al convenuto deve essere limitato a un giorno la settimana poiché “la madre non è d’accordo per le ragioni illustrate nello scritto inviato al marito (doc. 1) che le figlie rimangono a dormire con lui”; inoltre “anche le figlie hanno manifestato alla madre questa volontà”.

  • 33c Art. 137 cpv. 2, 125 cpv. 1 CC

    Riassunto dei fatti:

  • 32c Art. 137 cpv. 2 CC

    Dai considerandi:

  • 31c Art. 134 cpv. 2, 276 cpv. 3, 286 cpv. 2 CC

    A. Con sentenza 4 luglio 1997 il Pretore ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto a K. il 21 marzo 1974 da F.A. ed F.B. (entrambi del 1954). La convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio omologata dal giudice prevedeva, tra l’altro, l’affidamento del figlio minore F.C. (nato il 24 ottobre 1985) alla madre, il padre impegnandosi a versare un contributo alimentare indicizzato di fr. 800.- mensili.

  • 30c Art. 133 cpv. 2, 124, 205 CC

    Riassunto dei fatti: In esito a una procedura di divorzio su richiesta comune, il Pretore ha – tra l’altro – affidato i figli alla madre, riservato il diritto di visita del padre. Contro tale attribuzione il marito è insorto alla I Camera civile, che ha respinto l’appello e ha confermato la sentenza impugnata. Dai considerandi:

  • 29c Art. 132 cpv. 1 CC

    Riassunto dei fatti:

  • 28c Art. 125 cpv. 2, 197, 204 cpv. 2, 285 cpv. 2 CC

    Riassunto dei fatti:

  • 27c Art. 125 cpv. 1 e 2 CC; 423a CPC

    Riassunto dei fatti:

  • 26c Art. 125 cpv. 1 CC

    A. A.A. (23 maggio 1946) e A.B. (15 gennaio 1951) si sono sposati ad H. il 13 maggio 1977. Dal matrimonio sono nati i figli A.C. (24 aprile 1978), A.D. (31 luglio 1979) ed A.E. (6 febbraio 1983). Il marito è autista di mezzi pubblici a J., la moglie è impiegata all’80% presso una confetteria di J. e svolge per il resto lavori di pulizia. Il 4 marzo 1996 A.B. ha instato davanti al Pretore, per un tentativo di conciliazione, decaduto infruttuoso il 13 maggio 1996 (inc. DI.1996.234).

  • 25c Art. 124, 114, 122 cpv. 1, 125 cpv. 1, 128, 132 cpv. 2 CC; 7b tit. fin. CC

    A. A.A. (10 gennaio 1950) e B. (27 gennaio 1948), cittadini italiani, si sono sposati a K. il 27 aprile 1970. Dal matrimonio sono nati A.B. (1970), A.C. (1971) e A.D. (1982). Durante la vita in comune il marito ha lavorato come conducente di autobus e in seguito è diventato agente d’assicurazione, mentre la moglie non ha esercitato attività lucrativa. Un tentativo di conciliazione chiesto dal marito al Pretore, è decaduto infruttuoso il 16 dicembre 1986. Nel gennaio del 1987 A.A.

  • 24c Art. 118 cpv. 2, 163, 176 CC; 93 LEF

    Dai considerandi: 5. Per quel che è del suo fabbisogno, l’appellante chiede di riconoscergli una maggiorazione del 20%, sostenendo che ciò consente di evitare abusi da parte dei coniugi creditori alimentari che si oppongano al divorzio. E a suo avviso la moglie abusa manifestamente dei suoi diritti, poiché in un primo tempo aveva aderito al divorzio, salvo poi contraddirsi e non confermare tale volontà.

  • 23c Art. 115, 139 CC; 280 CPC

    A. A.A. (28 settembre 1970), cittadino svizzero, e A.B. (14 dicembre 1977), cittadina dominicana, si sono sposati a W. il 23 dicembre 1998. Il 4 marzo 1999 A.A. ha instato davanti al Pretore per il tentativo di conciliazione, decaduto infruttuoso il 15 aprile successivo, e il 30 aprile 1999 ha introdotto azione di divorzio, senza proporre conseguenze, ma postulando il beneficio dell’assistenza giudiziaria. Con risposta del 21 giugno 1999 A.B. ha aderito al divorzio, sollecitando anch’essa l’assistenza giudiziaria.

  • 14c Art. 419e cpv. 3, 146, 147 CPC

    Ritenuto in fatto:

divorzio.ch

Il presente sito ha quale scopo quello di informare l'utente sulle questioni principali inerenti la procedura di separazione e di divorzio in Svizzera.

Il sito non è rivolto in modo esclusivo a giuristi, ma anche a chi desidera informazioni sulle procedure e conseguenze di una separazione o un divorzio. Sono inoltre pubblicati indirizzi ai quali rivolgersi in caso di problemi coniugali.
© 1999-2018 avv. Alberto F. Forni - Switzerland