44c Art. 291 CC

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2006, III. Diritto di famiglia


Diffida ai debitori

Foro competente per ottenere una diffida ai debitori riguardante il contributo di mantenimento in favore del figlio.
I CCA 19.05.2006 N. 11.2006.45


4. Dal profilo formale l’appellante eccepisce – come detto – l’incompetenza per territorio del Pretore, rilevando che davanti al Tribunale distrettuale di W. pende una contestazione del riconoscimento di paternità e che il 19 agosto 2005 quel tribunale ha fissato il contributo alimentare da lui dovuto al primo figlio, tenendo conto anche dell’obbligo di mantenimento per il secondo figlio. Reputa pertanto che, ravvisando azioni identiche o connesse, il Pretore avrebbe dovuto trasmettere gli atti della causa alle autorità giudiziarie di W., uniche competenti a decidere anche in sede cautelare.
a) L’art. 17 lett. a LForo dispone che il foro del domicilio di una parte è imperativo per le azioni di mantenimento proposte dal figlio contro i genitori, riservata la determinazione del mantenimento nei casi contemplati dagli articoli 15 e 16. Tale norma si applica anche alle diffide ai debitori giusta l’art. 291 CC (SPYCHER in: Kellerhals/von Werdt/Güngerich, Gerichtsstandsgesetz Kommentar, 2a edizione, n. 14 ad art. 17; DONZALLAZ, Commentaire de la loi fédérale sur les fors en matière civile, Berna 2001, n. 2 ad art. 17; NAEGELI in: Müller/Wirth, Kommentar Gerichtsstandsgesetz, Zurigo 2001, n. 14 ad art. 17). In concreto non fa dubbio che l’istante è domiciliato nella giurisdizione del Pretore, davanti al quale ha promosso il 10 agosto 2005 la nota azione di mantenimento. Un giudice diverso potrebbe dunque entrare in considerazione solo nelle ipotesi previste dagli art. 15 e 16 LForo, nel caso cioè in cui il contributo alimentare vada fissato nel quadro di “istanze o azioni di diritto matrimoniale”, rispettivamente di accertamenti o contestazioni della filiazione.
b) Per quanto riguarda la causa in esito alla quale il Tribunale distrettuale di W. ha modificato il contributo alimentare dovuto al primogenito per tenere conto degli obblighi che gravano l’appellante nei confronti del secondo figlio, a parte il fatto che in tale ambito quest’ultimo non era parte in causa e non avrebbe potuto far valere i suoi diritti, quel giudice nemmeno era chiamato a statuire sul contributo di mantenimento in favore di lui. L’art. 15 cpv. 1 lett. d LForo cui sembra implicitamente richiamarsi l’appellante va quindi scartato d’acchito. L’art. 16 LForo non è di miglior giovamento. Certo, davanti al Tribunale distrettuale di W. sembrerebbe pendere una contestazione del riconoscimento di paternità. Non risulta tuttavia – né l’interessato pretende – che nel contesto di quella causa il tribunale abbia in qualche modo a statuire sul contributo di mantenimento per il secondo figlio o sulle relative misure di esecuzione. Nella misura in cui asserisce che competente per statuire sui contributi di mantenimento per L. o sulla trattenuta di stipendio sarebbe il foro di W., l’appellante adduce perciò una tesi priva di consistenza.
c) Tutt’al più ci si può domandare se l’azione di mantenimento non sia “materialmente connessa” con la contestazione di paternità (art. 36 cpv. 1 LForo), ovvero se il Pretore non abbia a sospendere il procedimento finché il Tribunale distrettuale di W. non abbia deciso. A prescindere dalla circostanza però che non è dato di sapere quale giudice sia stato “successivamente adito” nel senso dell’art. 36 cpv. 1 LForo e che la sospensione del procedimento è una mera facoltà, non un obbligo (KELLERHALS/GÜNGERICH in: Kellerhals/von Werdt/Güngerich, op. cit., n. 2 ad art. 36), un’eventuale sospensione della causa ancora non significa che il Pretore diventi incompetente. Un’evenienza del genere potrebbe diventare attuale solo con l’accordo del Tribunale distrettuale di W. (art. 36 cpv. 2 LForo). Ma tutto ciò rimane a livello di congettura. Ne segue che a torto l’appellante insorge contro la competenza per territorio del Pretore. Su tal punto l’appello è destinato all’insuccesso.

CC 1907      RS 210
Codice civile svizzero, del 10 dicembre 1907

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