RTiD II 2007

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2007 (III. Diritto di famiglia)



  • 20c Art. 176 cpv. 3, 279 cpv. 2 CC

    4. Litigiosa è anzitutto – in appello – l’attribuzione dell’autorità parentale, che l’istante rivendica per sé sola. Il Pretore ha spiegato di non ravvisare gli estremi, in concreto, per derogare all’esercizio in comune di tale prerogativa durante il matrimonio.

  • 62c Art. 83 cpv. 1 LDIP

    5. Sostiene l’appellante che il fabbisogno in denaro del figlio, stimato dal Segretario assessore nel 50% (già dedotta la posta per cura e educazione) di quello previsto dalle raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo (tabella del 2000), è ancora troppo alto. A suo parere esso andrebbe ridotto già in funzione dei modesti redditi dei genitori (fr. 3300.– netti mensili lui, fr. 750.– mensili la madre del bambino).

  • 24c Art. 325 cpv. 3 CC

    2. Secondo l’art. 325 cpv. 3 CC «se v’è da temere che i redditi o le parti della sostanza del figlio destinate all’uso o liberate non saranno impiegati conformemente alla destinazione, l’autorità tutoria può (…) affidarne l’amministrazione a un curatore». Tale misura «a protezione della sostanza del figlio» si giustifica ove provvedimenti meno incisivi – come le istruzioni ai genitori dell’art. 324 cpv. 2 CC o l’obbligo di consegnare rendiconti e rapporti dell’art. 318 cpv.

  • 23c Art. 307 segg. CC; 44 LPamm; 26 cpv. 3 LTeC

    3. In concreto la decisione presa dalla Commissione tutoria regionale ha natura meramente incidentale (sulla nozione: RtiD II-2005 pag. 696 consid. 3). Tra le decisioni incidentali si annoverano in effetti – come questa Camera ha già avuto modo di ricordare (RtiD I-2005 pag. 783 consid. 5, II-2005 pag. 697 consid.

  • 22c Art. 275 cpv. 1, 285 CC

    5. b. Per quel che è del reddito da sostanza immobiliare, tutto si ignora, salvo che la citata tassazione attesta un déficit imputable sur les revenus fonciers di € 8234.– annui, il quale sembrerebbe pareggiare – appunto – un equivalente reddito da sostanza immobiliare. Il Pretore non avendo computato alcunché a titolo di reddito immobiliare fra le entrate del convenuto, non giova tuttavia approfondire la questione.

  • 21c Art. 275, 134 cpv. 3 e 4, 179 cpv. 1 CC

    4. Per quanto riguarda anzitutto il contributo di mantenimento, l’art. 286 cpv. 2 CC prescrive che a istanza di un genitore o del figlio il giudice può, ove le circostanze siano notevolmente mutate, modificare o togliere il contributo per il minorenne. Competente per modificare o togliere, in caso di litigio, il contributo fissato per sentenza o per convenzione è dunque «il giudice», intendendosi con ciò il giudice preposto a statuire sull’azione di mantenimento (art. 279 segg. CC).

  • 20c Art. 176 cpv. 3, 279 cpv. 2 CC

    4. Litigiosa è anzitutto – in appello – l’attribuzione dell’autorità parentale, che l’istante rivendica per sé sola. Il Pretore ha spiegato di non ravvisare gli estremi, in concreto, per derogare all’esercizio in comune di tale prerogativa durante il matrimonio.

  • 19c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

    4. Litigiosa è la questione di sapere, nella fattispecie, se e in che misura il mantenimento della famiglia debba essere garantito, in difetto di redditi sufficienti, anche da prelievi sulla sostanza dell’obbligato alimentare. L’appellante si duole che in pendenza di causa i contributi stabiliti dal Segretario assessore hanno ormai azzerato il suo conto presso la banca X., il quale all’inizio della procedura aveva un saldo di oltre fr. 135 000.–, e che ben presto si esauriranno anche i residui fr.

  • 17c Art. 170 CC; 95, 213a CPC; 292 CP

    1. B.A. ha incoato un’azione di separazione nei confronti di A.A. innanzi al Pretore del distretto di S. Il Pretore ha assegnato – all’udienza 8 maggio 2006 – al marito un termine di 30 giorni per presentare la documentazione bancaria chiesta in edizione dalla moglie e l’8 agosto 2006 gli ha nuovamente ordinato, questa volta con la comminatoria penale dell’art. 292 CP, di produrre tale documentazione. Il Pretore ha confermato quest’ultima ordinanza il 25 agosto 2006.

  • 16c Art. 169 cpv. 2 CC

    3. Quanto al contenuto del decreto cautelare, l’appellante invoca la libertà contrattuale (art. 1 e 18 CO, art. 168 CC) e l’art. 29 CO (timore), lamenta un vizio del consenso e la mancanza di una base legale, sostenendo che l’art. 169 CC non abilitava il Pretore a imporgli la firma della documentazione bancaria. L’argomento cade nel vuoto, ove appena si pensi che in virtù dell’art. 169 cpv.

  • 15c Art. 159 cpv. 3, 137 cpv. 2, 163 cpv. 1 CC

    1. Pendente causa di divorzio o di separazione, il giudice decreta le necessarie misure provvisionali (art. 137 cpv. 2 CC). L’obbligo impartito a un coniuge di corrispondere una provvigione di causa all’altro coniuge che non ha i mezzi per sostenere le spese del processo è, appunto, una misura provvisionale (SUTTER/ FREIBURGHAUS, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 40 ad art. 137 CC con numerosi richiami; GLOOR in: Basler Kommentar, ZGB I, 3a edizione, n. 13 ad art. 137).

  • 14c Art. 146 cpv. 1 CC

    4. Il giudice esamina d’ufficio, in ogni stadio di causa, se esistono i presupposti processuali, fra i quali l’ammissibilità di ogni singolo atto (art. 97 n. 5 CPC). La qualità per appellare è, appunto, una condizione di ricevibilità del ricorso (HOHL, Procédure civile, vol. I, Berna 2001, pag. 97 n. 436). Ora, secondo l’art. 146 cpv. 1 CC il giudice ordina, per gravi motivi, che il figlio sia rappresentato al processo da un curatore.

divorzio.ch

Il presente sito ha quale scopo quello di informare l'utente sulle questioni principali inerenti la procedura di separazione e di divorzio in Svizzera.

Il sito non è rivolto in modo esclusivo a giuristi, ma anche a chi desidera informazioni sulle procedure e conseguenze di una separazione o un divorzio. Sono inoltre pubblicati indirizzi ai quali rivolgersi in caso di problemi coniugali.
© 1999-2018 avv. Alberto F. Forni - Switzerland