RTiD II 2012

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2012 (III. Diritto di famiglia)



  • 76c Art. 72 LDIP; 260a cpv. 1 CC

    3.  Nella sentenza impugnata il Pretore ha accertato che X. ha riconosciuto Y. e Z. in Colombia, ma non ne è il padre, come egli medesimo ha ammesso davanti all’ufficiale dello stato civile del Comune di origine e davanti a una funzionaria dell’ambasciata svizzera a Bogotá. Anzi, davanti al capo dell’Ufficio di vigilanza sullo stato civile egli ha confermato che i ragazzi sono nati da una precedente relazione della moglie. Secondo il Pretore, inoltre, al momento in cui Y. è nato (1987) X. aveva solo 12 anni e non poteva esserne il padre.

  • 65c Art. 93 LEF

      CPC 2008      RS 272 Codice di diritto processuale civile svizzero (Codice di procedura civile, CPC), del 19 dicembre 2008

  • 57c Art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF; 287 cpv. 1 CC

      CPC 2008      RS 272 Codice di diritto processuale civile svizzero (Codice di procedura civile, CPC), del 19 dicembre 2008

  • 46c Art. 265 cpv. 2, 308 cpv. 1 lett. b) CPC

    4.  Sotto l’egida della cessata procedura cantonale la giurisprudenza ticinese ha sempre equiparato i decreti cautelari emessi nelle more istruttorie a decreti «supercautelari», valendo come contraddittorio solo la discussione finale, tenuta dopo l’istruttoria o dopo che il giudice aveva rifiutato le prove offerte (Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con rimandi). Tale nozione di «contraddittorio» è sempre rimasta costante (riferimenti in: COCCHI/TREZZINI, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 382).

  • 45c Art. 265 cpv. 1, 308 cpv. 1 lett. b) CPC

    3.  Questa Camera, in una sentenza del 28 gennaio 2011, ha avuto modo di affermare che provvedimenti superprovvisionali non potevano essere oggetto di appello né di reclamo a meno che il giudice si fosse limitato a respingere un provvedimento superprovvisionale.

  • 8c Art. 308 seg. CC

    7.  L’autorità tutoria, a richiesta della nubile gravida o tosto che sia informata del parto, nomina al nascituro o all’infante un curatore che provveda all’accertamento della filiazione paterna e consigli e assista la madre nel modo richiesto dalle circostanze (art. 309 cpv. 1 CC). Di regola il curatore è incaricato anche di far valere i diritti del nascituro o del minorenne al mantenimento (BREITSCHMID in: Basler Kommentar, ZGB I, 3a edizione, n. 8 in principio ad art. 308 CC), nel qual caso ci si trova di fronte a una curatela combinata (art. 309 e 308 cpv.

  • 7c Art. 176 cpv. 3 CC

    4.  L’art. 176 cpv. 3 CC stabilisce che qualora i coniugi abbiano figli minorenni il giudice adito a protezione tutela dell’unione coniuge prende le misure necessarie «secondo le disposizioni sugli effetti della filiazione». I criteri preposti all’affidamento non si scostano sostanzialmente, in tal caso, da quelli cui fa capo la giurisprudenza per l’affidamento dopo il divorzio (HAUSHEER/REUSSER/GEISER in: Berner Kommentar, 2a edizione, n. 45 ad art. 176 CC).

  • 6c Art. 176 cpv. 1 n. 1, 285 cpv. 2 CC

    6.  Sempre per quanto attiene al fabbisogno in denaro del figlio X., si è visto che in concreto il diritto di visita paterno risulta più ampio del solito (essenzialmente di un giorno la settimana). In tale misura è fuori dubbio che il genitore affidatario si vede alleviare da cura e educazione per una media di circa quattro giorni e mezzo mensili.

  • 5c Art. 176 cpv. 1 n. 1, 285 cpv. 2 CC

    8.  L’appellante contesta inoltre i fabbisogni in denaro delle figlie, facendo valere che esse pranzano mediamente tre volte e cenano mediamente tre volte e mezzo la settimana da lui, ciò che giustifica di togliere un 40% alla posta che la tabella 2011 correlata alle raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo prevede per il costo del vitto. Il fabbisogno in denaro di X. si ridurrebbe così di fr. 144.– mensili (40% di fr. 360.–) e quello di Y. di fr. 114.– mensili (40% di fr.

  • 4c Art. 176 cpv. 1 n. 1, 125 CC

    1.  Litigioso rimane, in appello, il contributo alimentare per la moglie, a cominciare dal metodo di calcolo applicato dal Pretore. Ora, il criterio sempre seguito da questa Camera per determinare «i contributi alimentari dovuti da un coniuge all’altro» in costanza di matrimonio giusta l’art. 163 cpv. 1 CC, sia durante la vita in comune (art. 173 cpv. 1 CC) sia durante la sospensione della comunione domestica (art. 176 cpv.

  • 3c Art. 132 cpv. 1, 177, 291 CC

    4.  È vero che il metodo di calcolo adottato dal primo giudice non è conforme alla giurisprudenza. Certo, il principio da cui si è dipartito il Pretore aggiunto è corretto, nel senso che una trattenuta di stipendio fondata su un avviso o una diffida ai debitori (art. 132 cpv. 1, 177 o 291 CC) deve rispettare, nel caso in cui la situazione del convenuto sia peggiorata dopo l’emanazione del titolo addotto a sostegno dell’istanza, almeno il minimo esistenziale di lui calcolato secondo la legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (DTF 110 II 15 consid.

  • 2c Art. 105 n. 4 CC; 59 seg. LDIP

    4.  L’attore ha introdotto un’azione di nullità del matrimonio nei confronti della vedova del fratello e dell’esecutore testamentario davanti al Pretore del Distretto di Leventina, nel quale si trova il Comune di X., ultimo domicilio di Y., che era cittadino italiano. Egli fonda l’azione sugli art. 105 n.

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