RTiD II 2014

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2014 (III. Diritto di famiglia)



  • 51c Art. 80 LEF; 12 LT; 9 Cost.

     2. La questione sottoposta nel presente caso al giudizio del Tribunale federale è quella di delimitare il potere di cognizione del giudice del rigetto in merito al genere di obiezioni che egli è competente a trattare. In particolare è controverso se egli sia abilitato ad applicare una norma della legislazione fiscale cantonale ed eventualmente constatare la decadenza della responsabilità solidale dei coniugi per debiti fiscali.

  • 12t Art. 241, 247 LT; 29a Cost.

    Fatti: A. Nel corso di un’udienza tenutasi il 31 gennaio 2012 dinanzi al Pretore, i coniugi X. e Y. hanno definito le conseguenze della separazione intervenuta il 15 settembre 2011. In particolare, escluso il pagamento di contributi di mantenimento, hanno convenuto di chiedere all’Ufficio di tassazione la disgiunzione delle partite fiscali a partire dal 1° gennaio 2012 e di suddividere le imposte per il 2011 «in funzione delle rispettive entrate per quell’anno».

  • 79 Art. 22 segg. LFLP; 122 CC

     2.4.3. […] Come accennato (sopra consid. 2.2), giusta l’art. 22 cpv. 2 LFLP la prestazione da dividere ai sensi dell’art. 122 CC corrisponde alla differenza tra gli averi previdenziali esistenti al momento del divorzio e quelli esistenti al momento del matrimonio aumentati degli interessi dovuti sino al divorzio. A norma dell’art. 22 cpv. 3 LFLP le parti di un versamento unico finanziato durante il matrimonio da uno dei coniugi con beni che nel regime matrimoniale della partecipazione agli acquisti sarebbero beni propri (art.

  • 43c Art. 279 cpv. 1 CPC; v140 cpv. 2 CC

     5. In caso di divorzio su richiesta comune (art. 111 CC) i coniugi hanno la facoltà di revocare unilateralmente il loro accordo alla convenzione sugli effetti accessori fino al giorno dell’ultima audizione. Dopo di allora la convenzione diventa vincolante e non può più essere rescissa unilateralmente. Alle parti resta la facoltà di chiedere al giudice di non omologarla, ad esempio invocando vizi della volontà.

  • 66c Art. 59 LDIP

     4. Per le azioni di separazione o divorzio sono competenti i tribunali svizzeri del domicilio del convenuto (art. 59 lett. a LDIP) o i tribunali svizzeri del domicilio dell’attore se questi dimora in Svizzera da almeno un anno o è cittadino svizzero (art. 59 lett. b LDIP). Queste ultime restrizioni mirano a prevenire fenomeni di forum shopping. Tra la Svizzera e l’Italia non constano trattati bilaterali o multilaterali che si scostino dalla regola appena citata.

  • 56c Art. 93 LEF

    Considerato in diritto:

  • 37c Art. 119 cpv. 2, 122 cpv. 1 lett. a) CPC

    Riassunto dei fatti: Nell’ambito di una procedura di divorzio, con decisione emanata al termine della procedura una delle parti è stata posta al beneficio del gratuito patrocinio. Decidendo sulle spese giudiziarie, il Pretore ha tassato la nota professionale del patrocinatore, dalla quale ha escluso il tempo e le spese per le trasferte da Locarno a Lugano. Il reclamo del patrocinatore contro la decurtazione è stato accolto per i seguenti motivi:

  • 8c Art. 447, 450 cpv. 2 n. 2, 450d CC

     A. Con decisione 5/19 gennaio 2010 la Commissione tutoria regionale ha posto E. al beneficio di una tutela ai sensi dell’art. 372 vCC, designando quale tutore A. Con decisione 28 febbraio/9 marzo 2012 la Commissione tutoria ha provveduto alla sostituzione del tutore designando per tale funzione la signora C., curatrice ufficiale presso l’Ufficio dell’aiuto e della protezione.

  • 7c Art. 446, 390 cpv. 1 CC

     2. Dalla decisione impugnata emerge che l’Autorità di protezione è venuta a conoscenza della «preoccupante situazione dell’interessata sia dal punto di vista finanziario che personale» dallo scritto del 1° ottobre 2012 dei figli e della sorella di M.

  • 6c Art. 404 CC; 16 seg. ROPMA

     E. Mediante decisione dell’8/12 luglio 2013 l’Autorità di protezione ha quindi istituito, in favore di X., una curatela di rappresentanza con amministrazione dei beni in applicazione dell’art. 394 CC in relazione con l’art. 395 CC. A curatore è stato designato il signor C. al quale è stata riconosciuta, al dispositivo n. 6, un’indennità oraria di fr. 40.– l’ora.

  • 5c Art. 285 cpv. 1 CC

     5. […] c) Nel merito questa Camera ha già avuto modo di rammentare che il fabbisogno in denaro di un figlio minorenne, il quale viva in economia domestica con un fratello maggiorenne, va determinato secondo le raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo come quello di un secondo figlio e non come quello di un figlio unico (RtiD II-2006 pag. 693 n. 43c). La sentenza menzionata dal Pretore (RtiD II-2010 pag. 637 consid.

  • 4c Art. 176 cpv. 1 n. 1 CC

     5. […] a) Trattandosi di definire il reddito di un lavoratore indipendente, occorre accertare quello medio, calcolato sull’arco di almeno i tre ultimi anni, in modo da compensare eventuali fluttuazioni.

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