6c Art. 163 segg. CC

Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2017 (III. Diritto di famiglia)


Mantenimento della famiglia e contributi straordinari prestati da un coniuge

Presupposti per riconoscere in esito al divorzio un’equa indennità al coniuge che, con il suo reddito o la sua sostanza, ha contribuito al mantenimento della famiglia in misura superiore a quanto fosse tenuto.

 

I CCA 5.8.2016 N. 11.2014.27


Mantenimento della famiglia e contributi straordinari prestati da un coniuge

Presupposti per riconoscere in esito al divorzio un’equa indennità al coniuge che, con il suo reddito o la sua sostanza, ha contribuito al mantenimento della famiglia in misura superiore a quanto fosse tenuto.

I CCA 5.8.2016 N. 11.2014.27

7. Secondo l’art. 163 cpv. 1 CC i coniugi provvedono in comune, ciascuno nella misura delle proprie forze, al debito mantenimento della famiglia. In base ai loro accordi il contributo può consistere in prestazioni pecuniarie, nel governo della casa, nella cura dei figli, nell’assistenza nella professione o nell’im­presa dell’altro (art. 163 cpv. 2 CC). Le prestazioni in denaro sono costituite dal reddito del lavoro o della sostanza di uno dei due coniugi o di entrambi. Nel caso in cui abbia assicurato un contributo notevolmente superiore a quello che gli incombeva per il mantenimento della famiglia, un coniuge ha diritto a un’equa indennità (art. 165 CC). L’art. 165 cpv. 1 CC si applica solo però al lavoro prestato da un coniuge nella professione o nell’impresa dell’altro, mentre l’art. 165 cpv. 2 CC riguarda unicamente contributi in denaro (da attività lucrativa o dalla sostanza), ma non il lavoro fornito da un coniuge nella manutenzione o nel miglioramento di proprietà immobiliari appartenenti all’altro. Tali norme si applicano, in particolare, alla separazione dei beni (DTF 138 III 349 consid. 7.1.1).

 

Per determinare se sia dovuta un’indennità occorre procedere in primo luogo alla distinzione tra il contributo ordinario a norma dell’art. 163 CC e quello straordinario dell’art. 165 cpv. 2 CC, l’accordo tra i coniugi in merito alle rispettive partecipazioni costituendo la base di partenza. In mancanza di accordi sul riparto dei ruoli, l’entità del contributo pecuniario è accertata secondo le circostanze oggettive esistenti al momento in cui il contributo è stato versato, indipendentemente dalla consapevolezza dell’altro coniuge circa il fatto che la partecipazione finanziaria superasse gli obblighi imposti dal diritto matrimoniale. Occorre in ogni caso valutare la natura e l’entità del contributo pecuniario (o della collaborazione professionale), confrontandole con le altre prestazioni fornite come contributo ordinario alle spese familiari. Il che non è solo una questione di diritto, ma anche un apprezzamento di equità (art. 4 CC: DTF 138 III 350 consid. 7.1.2; sentenza del Tribunale federale 5A_835/2015 del 21 marzo 2016, consid. 7.1).

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