N. 56c Art. 80 cpv. 1, 81 LEF; 318 cpv. 1 CC

In tutte le questioni di carattere pecuniario, comprese quelle concernenti i contributi di mantenimento, il detentore dell’autorità parentale è legittimato in virtù dell’art. 318 cpv. 1 CC a esercitare in proprio nome i diritti dei figli minorenni – anche dopo la maggior età – facendoli valere personalmente in giudizio o in via esecutiva

N. 49c Art. 265, 276 CPC

Il Pretore che, qualora emetta provvedimenti «superprovvisionali», egli deve indire il contraddittorio di propria iniziativa (art. 265 cpv. 2 CPC)

N. 41c Art. 91 CPC

Il valore litigioso di una restrizione del potere di disporre corrisponde al valore venale del bene oggetto del provvedimento, alla stessa stregua di quanto vale per un provvedimento assicurativo a tutela della devoluzione ereditaria

N. 21c Art. 17 LF-CAA; 306 segg., 327a CC

Secondo l’art. 306 cpv. 2 CC, se i genitori sono impediti di agire o i loro interessi in un affare sono in collisione con quelli del figlio, l’Autorità di protezione dei minori nomina un curatore o provvede essa stessa all’affare.

N. 12c Art. 390, 398, 400, 401, 403 CC

Cause della curatela, ai sensi dell’art. 390 CC, possono dunque essere tre alternativi stati di debolezza, ovvero una disabilità mentale, una turba psichica o un analogo stato di debolezza; l’elenco è esaustivo

N. 11c Art. 315 cpv. 1 CC

Contrariamente a quanto ritenuto nel rimedio all’esame, la sentenza impugnata non pone fine al procedimento (segnatamente per il fatto che essa, seppur statuendo su alcuni aspetti della vertenza, rinvia la causa all’autorità di prime cure per nuovo giudizio) e costituisce pertanto una decisione incidentale

N. 10c Art. 301a cpv. 2 lett. b), 301a cpv. 5, 307 cpv. 3 CC

Sapere se il trasferimento di un figlio abbia ripercussioni rilevanti sull’esercizio delle visite dipende dal problema di sapere se nel caso specifico le relazioni personali con il genitore non affidatario possano continuare sostanzialmente come prima (tutt’al più con piccoli adattamenti) oppure no (DTF 142 III 509 in basso).

N. 9c Art. 285 cpv. 1 CC

Secondo giurisprudenza i figli hanno diritto – di norma – alla parità di trattamento non solo nella commisurazione del contributo alimentare, ma anche nella definizione del rapporto tra prestazioni in natura e prestazioni pecuniarie. In situazioni particolari può giustificarsi nondimeno un riparto diverso

N. 8c Art. 178 cpv. 2, 292 CC

Trattandosi di garantire il versamento di contributi alimentari per i figli prima o dopo una causa di stato (protezione dell’unione coniugale, separazione, divorzio o relative azioni di modifica) oppure nel quadro di un’azione di mantenimento, si applicano le disposizioni degli art. 290 a 293 CC

N. 7c Art. 178, 247 segg. CC; 55 cpv. 2 LDIP

Per quanto riguarda la protezione dell’unione coniugale, l’art. 48 cpv. 1 LDIP dispone che i provvedimenti sono regolati dal diritto dello Stato di domicilio dei coniugi (lex fori), anche se i coniugi soggiacciono a un regime matrimoniale estero. Nella fattispecie i coniugi sono pacificamente domiciliati in Svizzera.

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